Della folta stirpe degli Anikulapo Kuti, discendenti del capostipite Fela, iniziatore dell'afrobeat nigeriano e figura chiave della musica del Terzo Mondo (quasi un equivalente africano di Bob Marley), è il più giovane dei figli maschi - Seun - a essere maggiore depositario dell'immenso lascito culturale del padre.
Non a caso ad accompagnarlo è la medesima band - per due terzi composta dagli stessi musicisti - che fiancheggiava Fela Kuti, gli Egypt 80. E proprio avendola intorno, quando il padre era ancora vivo e lui poco più che bambino, Seun Kuti calcò per la prima volta il palco nei primi anni Novanta. Morto Fela nel 1997, il 15enne Seun prese su di sé la responsabilità di proseguirne l'opera, rinunciando a una promettente carriera di giocatore di football americano.
Nell'arco di un decennio è poi maturato, continuando a onorare la memoria del genitore - di cui è controfigura somigliante in modo sbalorditivo per aspetto e carisma - ma trovando d'altra parte una propria originalità espressiva, come dimostrato dall'unico album edito a suo nome, Many Things (2008). E dal vivo la combinazione dei due fattori è evidente: le sue composizioni s'intrecciano armonicamente ai classici paterni, da Colonial Mentality a Shuffering and Shmiling.
www.myspace.com/seunkuti
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